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L’albero Il Pignocco, la storia del casolare con il fienile e la chiesetta privata L’antico casolare, oggi adibito ad agriturismo, sorgeva sulla strada del Pignocco già nel ‘700

Il curioso nome Pignocco è da attribuire ad un pino gigantesco, alto circa 50 metri. Gli abitanti del luogo tramandano, di generazione in generazione, la memoria di un albero così maestoso da venir subito avvistato dai marinai, che lo usavano come punto di riferimento durante la navigazione. Abbattuto durante una tempesta negli anni ‘20, si scoprì che la circonferenza del tronco superava l'altezza di un uomo. E per gli increduli, le fotografie del prodigioso albero sono appese alla reception dell’agriturismo, intitolato, appunto, Il Pignocco. 

Il casolare apparteneva ad uno dei personaggi più illustri e benemeriti di Pesaro: lo studioso, erudito e letterato Annibale degli Abbati Olivieri Giordani (1708-1789). Il casolare è situato sulla sommità del colle di San Pietro in Calibano, nel cuore del Lucus Pisaurensis, un affascinante ed antico Santuario Romano. La città di Pesaro, colonia romana fondata nel 184 a.C., aveva infatti qui il suo Bosco Sacro dove si svolgevano solenni offerte e cerimonie.

Il casolare e il fienile

Il casolare, appartenuto dal ‘700 in poi a diverse famiglie, agli inizi del '900 ricoprì il ruolo di dimora padronale, che ospitava il ricco proprietario quando, abbandonata la casa in città, veniva in campagna per riposarsi e per seguire il lavoro svolto dai mezzadri nei periodi di più intenso lavoro. La villa del Pignocco, trasformata in casa rurale già dagli inizi del ‘900, fu venduta nel 1952 a Francesco Gallinelli. Il tempo e la guerra avevano lasciato un'impronta sull'antica proprietà dell'Olivieri. Il figlio ed attuale proprietario, Paolo Gallinelli, che all'epoca era ancora un bambino, ricorda che la casa era in pessime condizioni, forse a seguito di un bombardamento.
Proprio a quegli anni risalgono i primi lavori di restauro. I nuovi proprietari recuperarono la sala che il mezzadro utilizzava come stalla e nel contempo ampliarono un'ala della struttura per permettere di alloggiare gli animali e di creare un fienile. Con pazienza ed attenzione ricercarono pezzi antichi e di valore che si armonizzassero con la struttura, arricchendola e riportando alla luce i segni del nobile passato: così un antico ed elegante camino impreziosì la sala, rosoni e metope di una fontana, attualmente incastonate nel muro esterno, crearono un originale e piacevole effetto.
Se si eccettua l'ampliamento di un'ala per ragioni pratiche, la struttura originaria fu rispettata, con l'unica eccezione di una torre belvedere. Lateralmente si innalza una semplice costruzione rettangolare, ricca nella parte superiore di finestre a grata per assicurare una continua e costante aerazione, testimoniando così la funzione originaria di fienile.

La chiesa di San Gaetano

Sul lato della villa, separato da un piccolo arco di raccordo, si innalza la chiesa privata intitolata a San Gaetano del Pignocco e già esistente ai tempi dell'Olivieri. L'oratorio, sebbene privato, era aperto al culto pubblico. Fino a pochi decenni fa, durante il mese di Maggio, i mezzadri si recavano qui per partecipare ai riti religiosi presieduti dal Parroco di Santa Veneranda. Due finestre aperte ad altezza d'uomo ricordano che, in passato, ai servi della casa non era permesso accedere alla cappella per assistere alla funzione religiosa e dovevano accontentarsi di seguire il rito dalle due piccole aperture poste sulla facciata. Ed è curioso, e non casuale, che un edificio sacro, tuttora consacrato e probabilmente precedente l'edificazione della villa, sorgesse a pochi metri dal suolo che ospitò il Santuario Sacro della prima comunità  romana della nostra città di Pesaro. Davanti alla chiesa si apre un cortile con un pozzo in pietra. Tutto intorno alla casa e all'oratorio i vasti campi di grano e granoturco, fino a pochi anni fa portavano i loro frutti al mezzadro. Verso sera, gli argentei riflessi degli antichi olivi che circondano il retro dell'abitazione creano misteriose suggestioni, mentre di fronte, sospeso nella pace assoluta della sommità  della collina, tra i pini marittimi nati sulla terra che un tempo ospitò il bosco sacro, lo sguardo spazia fino all'orizzonte, là  dove la luce del mare si fonde con gli ultimi bagliori del cielo.