Ritorno al Passato

La storia del Casale del Pignocco raccontata da Francesca

Ci sono luoghi che non si limitano a esistere, ma raccontano. Il casale del Pignocco, oggi Il Pignocco Country House, è uno di questi. Io sono Francesca, nipote di Francesco Gallinelli, e questo è il racconto di una casa che è anche la storia della mia famiglia, profondamente intrecciata con un territorio antico e carico di spiritualità.


Il Pignocco e le sue origini romane: il Lucus Pisaurensis

Il Pignocco Country House si trova sul colle di San Pietro in Calibano, nel cuore del Lucus Pisaurensis, un antico Bosco Sacro di origine romana. Questo luogo era un vero e proprio santuario naturale, dove la prima comunità romana di Pesaro offriva sacrifici e doni alle divinità, per invocarne la protezione o ringraziarle dei benefici ricevuti.

Nel 1737, uno dei primi proprietari del casale, l’illustre letterato pesarese Annibale degli Abbati Olivieri, annunciò ufficialmente la scoperta del Bosco Sacro grazie al ritrovamento di iscrizioni, monete, voti in metallo e terracotta e cippi raffiguranti figure umane e animali.
Il santuario era dedicato a Divinità Femminili Salutifere, legate al culto delle acque, elemento centrale per la vita e la salute delle comunità antiche.

E infatti, ancora oggi, gli abitanti della zona ricordano alcune fontanine da cui si andava a prendere un’acqua ritenuta particolarmente buona e benefica. Queste fonti furono purtroppo prosciugate nel 1963, ma la loro memoria continua a vivere nei racconti tramandati dagli abitanti del territorio.


Il casolare del Pignocco: una dimora storica di campagna

Il casolare del Pignocco, costruito probabilmente agli inizi del Settecento, fu una dimora padronale. Qui soggiornava il proprietario terriero, che dalla città si trasferiva in campagna per riposare e seguire il lavoro dei mezzadri.

Nel 1952, dopo i gravi danni subiti durante la guerra, la casa rurale fu acquistata dalla mia famiglia. Fu mio nonno Francesco Gallinelli a dare inizio al primo grande restauro, in un momento in cui l’edificio versava in condizioni davvero critiche.


Il restauro di mio nonno Francesco

Con grande pazienza, amore e rispetto per la storia, mio nonno iniziò un lavoro di recupero attento e meticoloso. Cercò elementi antichi e di valore che potessero dialogare con l’anima del casale:

  • un elegante camino impreziosì la sala principale;
  • rosoni e metope provenienti da una fontana crearono un raffinato equilibrio estetico;
  • la struttura originaria dell’edificio venne preservata quasi integralmente.

L’unica vera aggiunta fu la torre belvedere. La torre voluta da mio nonno non nacque per esigenze pratiche, ma come puro elemento estetico, quasi un segno distintivo della casa. Desiderava un punto elevato, un luogo silenzioso da cui poter alzare lo sguardo e lasciarlo correre fino al mare, che un tempo si scorgeva chiaramente all’orizzonte.

Con il passare degli anni, i pini marittimi sono cresciuti rigogliosi e oggi il mare non è più visibile dalla cima della torre, nascosto dal loro verde intenso. Ciò che resta, però, è una vista di rara bellezza: dall’alto si gode di un panorama a 360 gradi che abbraccia le dolci colline pesaresi e si spinge lontano, fino al profilo imponente del Sasso Simone e Simoncello, alle Tre Punte di San Marino e al massiccio del Monte Carpegna, regalando in ogni stagione un senso di pace e meraviglia.

Mio nonno Francesco volle far incidere sul muro del casolare una targa con la scritta Ca’ Paolo – MCMLII. “Ca’” sta per casa, mentre Paolo è il nome di mio padre, che all’epoca aveva appena tre anni: fu proprio a lui che mio nonno decise di dedicare la casa. In numeri romani fece inoltre incidere l’anno di acquisto del casolare, il 1952, a suggello di un momento importante per la nostra famiglia.


Da casa di famiglia a Country House

Nel 2008 mio padre, Paolo Gallinelli, ha dato inizio a un nuovo capitolo nella storia del casolare di famiglia, intraprendendo un secondo restauro, attento e appassionato.

Per molti anni la casa era rimasta immersa nel silenzio della campagna, quasi sospesa nel tempo: aveva conservato intatta la propria anima, ma aveva bisogno di nuove cure per tornare a vivere. L’obiettivo non era soltanto restituirle l’antico splendore, bensì trasformarla in un luogo di vacanza capace di accogliere chi desidera rallentare, respirare la bellezza del paesaggio e sentirsi parte di una storia che continua.

È grazie a questa visione che oggi il casolare apre le sue porte a chi è in cerca di un soggiorno autentico e rigenerante.

Così è nato il Pignocco Country House, un luogo dove l’ospitalità incontra la memoria.


La chiesa privata di San Gaetano

Accanto alla villa, collegata da un piccolo arco, si trova una chiesa privata dedicata a San Gaetano, già esistente nel Settecento, ai tempi di Annibale degli Abbati Olivieri.

Un dettaglio colpisce sempre chi la visita: due finestre ad altezza d’uomo. In passato, ai servi della casa non era permesso entrare nella cappella durante le funzioni religiose e dovevano assistere al rito dall’esterno, attraverso queste aperture. Un segno silenzioso delle divisioni sociali di un’altra epoca.

È particolarmente suggestivo pensare che questo edificio sacro sorga a pochi metri dall’antico Santuario romano. Molti studiosi ritengono infatti che i luoghi di culto pagani siano rimasti luoghi sacri anche dopo l’avvento del Cristianesimo, mantenendo una continuità spirituale nel tempo.


Un ritorno al passato che continua nel presente

Il Pignocco, per me, non è solo un luogo: è una storia di famiglia, un patrimonio di memoria e un ponte tra epoche diverse. Ogni pietra, ogni albero, ogni dettaglio racconta un passato che continua a vivere nel presente.

Accogliere gli ospiti oggi significa condividere tutto questo: un ritorno al passato fatto di silenzio, natura, spiritualità e autenticità, nel cuore di uno dei luoghi più antichi e affascinanti del territorio di Pesaro.


Francesca

Mio padre bambino guarda mio nonno

Una vecchia foto di famiglia dopo il restauro del 1952

Francesco Gallinelli e famiglia in posa di fronte al casolare acquistato nel 1952

Amici e parenti dei miei nonni

La vita al Pignocco negli anni ’50

Risate e divertimento di un gruppo di amici nel giardino del casale di Francesco Gallinelli negli anni '50
Il casale del Pignocco con la torre belvedere dopo il restauro del 1952

Il casale restaurato dopo l’acquisto del 1952

La torre belvedere

Vecchia foto di famiglia con amici e parenti di Francesco Gallinelli radunati nel giardino del casale di campagna

Mio nonno Francesco con la sua famiglia

Pomeriggi sereni nel giardino del casale negli anni ’50